PSEUDOALLERGIE: UN REBUS

Si definiscono PSEUDOALLERGIE le reazioni avverse ad alimenti, farmaci, cosmetici, additivi, con i sintomi tipici delle reazioni allergiche, ma nelle quali i test diagnostici per le forme IgE mediate risultano NEGATIVI.

Inoltre non sempre il soggetto mostra i sintomi in seguito all’ingestione o al contatto con l’alimento o non sempre i sintomi sono gli stessi. Nei lavori scientifici infatti si ipotizzano diversi meccanismi biochimici alla base di queste reazioni, ma nessuno in particolare, dato che la risposta a queste sostanze potrebbe essere mediata anche da condizioni ormonali, assunzione di farmaci e grado di stress del soggetto.

OGGI il temine pseudoallergia non viene più utilizzato e tutte queste problematiche vengono comprese nelle intolleranze, aumentando così la confusione generale.

Esempi di pseudoallergia sono:

  • intolleranza all’ISTAMINA
  • intolleranza agli ADDITIVI
  • la SINDROME SGOMBROIDE

VEDIAMOLI NEL DETTAGLIO…

Intolleranza all’istamina

L’Istamina è una ammina che funzione da mediatore chimico con funzioni nel processo di infiammazione, con funzioni di neurotrasmettitore e con funzioni nel processo digestivo.

Di solito a fronte di sintomi riferiti dal paziente si prescrivono diete di eliminazione degli alimenti ricchi in istamina (formaggi fermentati, bevande alcoliche, pesce, crauti, salsicce) e degli alimenti cosiddetti istamino-liberatori, cioè che provocano una liberazione aspecifica di istamina endogena (albume, crostacei, fragole, cioccolato, pomodoro, agrumi, pesce e carne di maiale).

Intolleranza agli additivi

Gli additivi sono sostanze chimiche aggiunte ad alimenti, farmaci, cosmetici affinché ne migliorino sapore, grado di dolcezza, profumo, aspetto, colore, conservabilità e durata nel tempo. Vengono aggiunti per rendere il prodotto più gradito AI SENSI DEL CONSUMATORE E VENDERLO QUINDI DI PIU’. Anche se alcuni additivi sono meno pericolosi e non tutti provocano pseudoallergie, sono molecole comunque tossiche per il nostro organismo, che però nella maggior parte dei casi riesce a smaltirle. Quelli più frequentemente riportati in letteratura come scatenanti reazioni aspecifiche allergo-simili sono SOLFITI, NITRITI, BENZOATI, GLUTAMMATO MONOSODICO, TARTRAZINA, e altri coloranti.

  • SOLFITI (nelle etichette alimentari vanno da E220 a E228) sono quelli più pericolosi. Vengono impiegati per loro qualità antimicrobiche e antiossidanti. Gli alimenti più ricchi di solfiti sono bevande alcoliche, succhi di frutta, frutta secca e patate tagliate a pezzi. Questa pseudoallergia colpisce soprattutto i soggetti asmatici.
  • NITRITI (E249 E250) e NITRATI (E251 E252) anche se i nitriti servono a prevenire lo sviluppo del botulino, di solito vengono impiegati a dosi triple del normale solo per mantenere il colore rosso vivo, con funzione puramente estetica per l’alimento (pensate ai salami quasi fosforescenti nel banco dei salumi). La forma pericolosa sono i nitriti e teniamo poi a mente che i nitrati si trasformano in nitriti. Quindi quando ci parlano di affettati senza nitrati (ma con nitriti) è una truffa!!! Riducono il trasporto di emoglobina e sono potenzialmente cancerogeni.
  • BENZOATI (da E210 a E219) hanno proprietà antimicotiche e antibatteriche, la reazione più frequente è la dermatite da contatto. A livello alimentare sono poco pericolosi, ma sono loro i responsabili delle reazioni avverse ai cosmetici.
  • COLORANTI  (da E100 a E180) come dice la parola stessa, conferiscono colore o rendono più acceso il colore naturale dell’alimento. Il più incriminato è sicuramente il giallo tartrazina E102, la reazione più frequente è il peggioramento dell’orticaria o della dermatite atopica. Altri sono giallo arancio E110, rosso amaranto E123, eritrosina E127, blue patent V E131, il rosso cocciniglia E120, e tanti altri…

SINDROME SGOMBROIDE

Si tratta di una intossicazione da ingestione di pesce avariato, contaminato da batteri che non hanno però modificato le sue qualità organolettiche, cioè continua ad avere un bell’aspetto e non puzza! Questi batteri favoriscono la produzione di istamina e quindi il pesce in questione ne è molto ricco. Se non fosse contaminato non ci sarebbe problema. I sintomi comprendono eritema, diarrea, vomito, mal di testa e palpitazioni. La dose per la manifestazione clinica della sindrome sgombroide è influenzata da numerosi fattori quali: sensibilità individuale, peso corporeo, composizione del pasto (alcool, verdure e formaggi), farmaci, età e altre patologie/allergie.

Aprile 3, 2019