NutriPost 3: Etichetta nutrizionale, olio di PALMA e grassi TRANS

Tutti i grassi alimentari  forniscono 9 calorie per grammo, TUTTI.

Chimicamente sono composti da molecole che appaiono come lunghe catene di perle e si dividono in Saturi e Insaturi.

I grassi SATURI possono essere:

  • a catena lunga LCT  (incidono sul rischio cardiovascolare)
  • a catena media MCT   (non incidono sul rischio cardiovascolare).

I grassi INSATURI sono divisi in:

  • monoinsaturi (non incidono sul rischio cardiovascolare)
  • polinsaturi (tra cui omega 3 e omega 6) (non incidono sul rischio cardiovascolare)

 

Preciso che i grassi che non incidono sul rischio cardiovascolare formando direttamente placche ateromatose che si depositano lungo le arterie come fanno gli LCT, lo influenzano però indirettamente facendoci ingrassare se consumati in eccesso. I grassi saturi MCT non aumentano i livelli del colesterolo cattivo LDL, non necessitano di sali biliari per essere digeriti e vengono assorbiti direttamente dalla parete intestinale. I grassi saturi MCT vengono ormai da tempo somministrati a persone con problemi di assorbimento intestinale per svariate patologie senza aumento correlato di accidenti cardiovascolari.

Quindi quello che dobbiamo tenere sott’occhio di un olio è la sua percentuale di grassi SATURI A CATENA LUNGA LCT.

Un alimento grasso non ha mai un solo tipo di grassi; quando prevalgono i grassi saturi,  il grasso è solido a temperatura ambiente (per es. grasso della carne, burro, grasso del prosciutto, del salame, formaggi, etc…). Se prevalgono i grassi insaturi, l’alimento è liquido a temperatura ambiente: olio di mais, olio di oliva.

E’ un errore pensare che un olio o un grasso vegetale sia composto da un solo tipo di molecola grassa, per esempio si pensa che l’olio extravergine di oliva sia solo costituito da grassi monoinsaturi; infatti ogni olio è definito da una formula che riporta in ordine  le sue percentuali di composizione: LCT/MCT/monoinsaturi/polinsaturi. Facciamo degli esempi e capiamo!

  • Olio extravergine di oliva 16/0/75/9
  • Olio di mais 14/0/25/61
  • Olio di cocco 30/61/7/2
  • Olio di palma 46/0/43/11
  • Burro 53/12/31/4

La maggior percentuale di grassi polinsaturi dell’olio di mais fa sì che in frigorifero non solidifichi, mentre l’olio extravergine solidifica perché ha più alta percentuale di grassi monoinsaturi. Come poi vediamo, l’olio di palma è leggermente più innocuo del burro come incidenza sul rischio cardiovascolare. A mio parere il punto non è quello di DEMONIZZARE l’olio di palma, che non è cancerogeno, non fa ingrassare di più degli altri, il punto è che sicuramente non è un olio da usare tutti i giorni e va limitato come si limitano tutti i grassi soprattutto in condizioni di sovrappeso e ancor più di obesità.

L’olio di palma grazie alla sua facilità e grande resa di produzione è l’olio vegetale più usato al mondo e non solo nell’industria alimentare, anche in quella cosmetica,  farmaceutica, etc…e dopo tutto il polverone alzatosi sicuramente per motivi economici a noi sconosciuti, sappiate che è diventato obbligatorio segnalarlo in etichetta nutrizionale.

IL VINCITORE IMBATTUTO E’ E SARA’ SEMPRE L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, SIA A CRUDO CHE IN FRITTURA.

A MIO AVVISO IL PROBLEMA E’ UN ALTRO: I GRASSI TRANS

COSA CI FANNO I GRASSI TRANS:

  • abbassano il colesterolo buono HDL e aumentano quello cattivo LDL
  • aumentano la risposta insulinica ai carboidrati
  • diminuiscono il livello di testosterone
  • inibiscono alcune funzioni enzimatiche
  • incrementano i radicali liberi
  • alterano il numero degli adipociti

etc…

I grassi trans sono il prodotto di alcune lavorazioni industriali che subiscono gli oli vegetali.

La raffinazione è il processo per cui partendo dai semi si ottiene olio. la raffinazione produce una certa quantità di grassi in forma trans, che quindi saranno presenti nell’olio che useremo a tavola.

L’idrogenazione è il processo per cui partendo da un olio vegetale (liquido) si ottiene un grasso vegetale (solido). L’idrogenazione produce una certa quantità di grassi in forma trans…che noi mangeremo. La margarina è un grasso idrogenato!!

La frittura produce una quantità non indifferente di grassi trans che aumenta a seconda dell’olio che usiamo per friggere.

Ricordiamoci inoltre di mettere sulle nostre tavole oli ottenuti sempre da spremitura a freddo e non raffinati.

CONCLUSIONI IN ETICHETTA:

  • EVITARE DI CONSUMARE ALIMENTI CHE IN ETICHETTA HANNO: olio di colza, olio di canola, margarina, margarina idrogenata, oli vegetali (senza specificazioni), oli vegetali idrogenati, grassi vegetali, grassi vegetali idrogenati, grassi trans.
  • PREFERIRE alimenti dove in etichetta ci sia scritto OLIO VEGETALE piuttosto che GRASSO VEGETALE
  • PREFERIRE alimenti dove sia specificato il tipo di olio vegetale usato (olio di oliva, olio di mais, olio di girasole, olio di cocco)
  • PREFERIRE SEMPRE IL GENUINO BURRO ALLA MARGARINA, avrà qualche caloria in più, ma è privo di grassi trans, non ha subito idrogenazione
  • PREFERIRE alimenti dove sia riportato olio di oliva, olio di mais, olio di girasole, olio di cocco, piuttosto che olio di palma o burro o peggio margarina
Marzo 24, 2016

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