3) CALCOLOSI CISTINICA: consigli nutrizionali

Per calcolosi o litiasi, in campo medico, si intende la formazione di calcoli nelle cavità attraverso cui defluiscono liquidi fisiologici prodotti da un organo (ad es l’urina prodotta dal rene etc..). I calcoli possono ostruire il deflusso del liquido prodotto dall’organo in cui si formano causandone il ristagno ed i danni ad esso conseguenti (ad. es. ittero nel caso di calcoli biliari). Gli organi dove si manifesta principalmente la calcolosi sono i reni e le vie urinarie e la cistifellea e le vie biliari, seguono le ghiandole salivari.

I calcoli sono piccole aggregazioni di cristalli di sali minerali (sali di calcio, magnesio, ammonio o acido urico). Si formano nei reni ma possono spostarsi nelle vie urinarie e nella vescica. Solo i calcoli costituiti da solo acido urico possono essere sciolti farmacologicamente. La formazione dei calcoli è favorita da uno squilibrio della concentrazione di questi elettroliti che precipitano come cristalli nelle urine. Spesso la loro presenza è legata ad una dieta incongrua a cui si associa una predisposizione genetica. Nessun tipo di calcolosi può infatti essere ricondotto unicamente ad una alimentazione scorretta. Per dare dolore il calcolo deve ostruire il passaggio dell’urina nelle vie urinarie; il dolore è infatti causato dalla contrazione spastica della muscolatura liscia dell’apparato urinario (peristalsi ureterale) che cerca di espellerlo spontaneamente. Non tutti i calcoli si muovono e non è detto che chi abbia un calcolo debba aspettarsi  una colica renale.

La renella è una micro calcolosi che si presenta sotto forma di “sabbiolina” costituita dagli stessi minerali responsabili dei normali calcoli.  Il sintomo più frequente è il dolore, solitamente di tipo colico, molto intenso, localizzato nella regione lombare. Ad esso si associano talora nausea, vomito e meteorismo. Oltre alla presenza del sangue nelle urine (ematuria, non sempre visibile a occhio nudo), si può ricorrere alla seguenti tecniche diagnostiche: ecografia, radiografia, urografia e TAC spirale. Il trattamento dei calcoli renali prevede l’asportazione per via endoscopica, la litrotissia (bombardamento) e la chirurgia “a cielo aperto” (solo per calcoli di grosse dimensioni).  Per ridurre il forte dolore si somministrano antispatici, antidolorifici e antinfiammatori, aspettando l’espulsione spontanea del calcolo che dall’uretere deve spostarsi in vescica. Nel caso di calcoli ureterali di piccole dimensioni (fino a 5-7 mm) l’espulsione spontanea può avvenire fra i 2 e i 15 gg. La terapia deve mirare non solo all’eliminazione del calcolo, ma anche alla prevenzione delle recidive.

Il ruolo del calcio nella formazione dei calcoli renali è stato da sempre oggetto di numerosi studi e ricerche. Oggi le evidenze scientifiche affermano con sicurezza che una dieta con un normale apporto di calcio non solo non predispone alla calcolosi, ma la previene riducendo l’assorbimento di acido ossalico. Un eccesso di ossalato si è invece dimostrato particolarmente significativo come fattore predisponente alla formazione dei calcoli. E’ altresì dimostrato che in caso di iperproduzione fisiologica di ossalato, ridurre il consumo di certi alimenti previene i calcoli, ma solo in maniera marginale. In questo caso infatti i calcoli di ossalato di calcio sono solo in parte dovuti al consumo di alimenti ricchi di ossalato, dato che solo una certa quota dell’ossalato urinario deriva direttamente dall’alimentazione. In questi casi la dieta può aiutare a prevenire recidive o a tenere sotto controllo la patologia già esistente.

L’unico metodo scientificamente validato di prevenzione della calcolosi renale consiste in un apporto giornaliero significativo (2-3 litri) di liquidi, in particolar modo di acque oligominerali e leggermente basiche. Per i casi meno gravi, è consigliabile bere normalmente, aggiungendo 300-500 ml di acqua in due momenti  particolari della giornata, per esempio a colazione e prima di coricarsi. E’ utile poi non urinare immediatamente, ma cercare di trattenersi per ottenere una spinta più importante. Come terapia di idratazione si usa spesso il “colpo d’acqua”: si beve 1-1,5 litri d’acqua in 15 min in modo che la spinta faciliti l’espulsione del calcolo o della renella. Il controllo visivo dell’urinazione è un esame molto semplice che il pazienta può effettuare per controllare il proprio stato di idratazione; le urine non devono mai apparire troppo scure.

CONSIGLI NUTRIZIONALI  PER LA CALCOLOSI CISTINICA:

  • Aumentare il consumo di liquidi (in particolare di acque minimamente mineralizzate o oligominerali).
  • Moderare l’apporto di proteine di origine animale.
  • Ridurre il consumo di sale (sale da cucina, affettati, scatolame, affumicati).
  • Ridurre l’apporto di grassi.
  • Limitare il consumo di alimenti ricchi in metionina (uovo, pollo, coniglio, merluzzo, sardine, frutta secca, legumi, asparagi, spinaci, formaggi).
  • Attenzione agli integratori proteici.

Si possono consumare frutta, latte parzialmente scremato, agnello, maiale, manzo, vitello, bieta, cavoli, fagiolini, melanzane, zucchine.  Con moderazione lattuga, patate e farinacei.

Luglio 4, 2016